La scena si apre con una composizione vibrante e drammatica, catturata in quel preciso istante di tensione sospesa che ha reso celebri le copertine de La Domenica del Corriere. Al centro della banchina affollata della metropolitana di Roma, la luce fredda delle lampade taglia le ombre, creando un contrasto teatrale tipico delle opere a tempera degli anni '50. L'occhio viene immediatamente rapito dal fulcro dell'azione. Un'anziana donna somala, il cui volto è solcato da rughe profonde e incorniciato da una sciarpa dai toni ocra e terra di Siena, è ritratta con un'espressione di febbrile e disperata determinazione. La sua mano nodosa stringe con una presa ferrea il bavero del cappottino rosso di una bambina di sei anni. La piccola è immortalata in un disperato slancio all'indietro: i riccioli le danzano scompigliati attorno al viso, gli occhi sono sgranati in un'espressione di puro terrore cinematografico e le manine sono protese nel vuoto alla ricerca di salvezza. Attorno a loro, il caos esplode con l'inconfondibile dinamismo di Walter Molino. A sinistra, la madre della bambina si lancia in avanti sbilanciandosi: il suo vestito volteggia per l'impeto del movimento, la bocca è spalancata in un urlo muto che sembra squarciare la tela, mentre le braccia si allungano convulsamente per riafferrare la figlia. Sullo sfondo, i passeggeri romani perdono la loro quotidianità per trasformarsi in un coro tragico di eroi per caso. Un distinto signore in impermeabile lascia cadere a terra Ver mais