Genera una scena in stile disegno al tratto in bianco e nero che rappresenti un giovane uomo dai capelli lunghi e neri con addosso una giacca di pelle nerai n un contesto che rispecchi l'atmosfera malinconica descritta dalle parole seguenti: «Parlo da sempre della mia stessa vita. Sono strano. Lo ammetto. E mi son fatto rubare forse gli anni migliori dalle mie paranoie e dai mille errori. E conto più di un difetto. Che io vinca o che io perda è sempre la stessa merda. Facile e dolce. Perché amaro come il passato tutto questo mi ha cambiato. E non importa quanta gente ho visto. Quanta ne ho conosciuta. Questa vita ha conquistato me. E io l'ho conquistata. Ha detto mia madre: "Questa vita figlio mio va vissuta. Questa vita non guarda in faccia. In faccia al massimo sputa! E quando qualcuno ti schiaccia devi essere il primo che attacca!” Non ce l'ho mai fatta. Ho sempre incassato. E sempre incazzato fino a perdere il fiato. Io non lo so chi sono. E mi spaventa scoprirlo. Guardo il mio volto allo specchio. Ma non saprei disegnarlo. Vorrei che fosse oggi in un attimo già domani. Per reiniziare. Per stravolgere tutti i miei piani. Perché sarà migliore. E io sarò migliore. Quante ne vorrei fare! Ma poi rimango fermo. Guardo la vita in foto. È già arrivato un altro inverno. Non cambio mai. Distruggo tutto. Sempre. Arriverà la fine. Ma non sarà la fine. Come un bel film che lascia tutti senza parole. Con il tuo numero in mano. E su di te un primo piano. E come ogni volta ad Ver mais