La scena è ambientata all'interno di una vecchia osteria emiliana, immersa in un'atmosfera fumosa e crepuscolare. La luce è calda e fioca, tagliata obliquamente da una lampada a bulbo che pende dal soffitto, illuminando le particelle di polvere in sospensione. Sullo sfondo si intravedono pareti in pietra grezza, scaffali di legno scuro stipati di bottiglie polverose e vecchie locandine sbiadite.I protagonisti e l'azioneAl centro, seduti dietro un pesante tavolo di legno massiccio, ci sono Franco Battiato e Francesco Guccini. Entrambi guardano dritto in avanti, fissando l'osservatore con un'espressione carica di severità, rabbia e un profondo, aristocratico disprezzo per la mediocrità del mondo circostante. I due stanno brindando, sollevando i bicchieri a mezza altezza verso chi guarda, come in una provocazione o in una muta condanna.Francesco Guccini siede imponente sulla destra. Ha l'aria di un profeta montanaro adirato: i capelli folti e la barba grigia sono arruffati, le sopracciglia aggrottate formano una linea dura sopra gli occhi stretti e taglienti. Stringe con decisione un tipico gotto da osteria colmo di vino rosso scuro. La sua postura è massiccia, con il gomito puntato sul legno, e la sua rabbia è sanguigna, carnale, intrisa di una delusione profondamente terrena.Franco Battiato siede sulla sinistra, in netto contrasto stilistico ma unito nella medesima indignazione. La sua espressione è algida, ieratica e tagliente come una lama. Con le dita lunghe e affusolate Voir plus